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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
,Una volta,tanto tempo fa,in un bosco, dentro un un albero,viveva uno gnomo di nome Fruttino , che per lavoro dava da mangiare agli scoiattoli.Un giorno, mentre andava a raccogliere la frutta, sentì un grido esasperato di aiuto:
-Aiutooo!!!
-Chi sei?-chiese lo gnomo
-Sono Nerino, ti ricordi di me?
-Sì, mi ricordo di te!
-Allora, vieni ad aiutarmi!
Lo gnomo Fruttino andò a salvare lo scoiattolo e con tutta la sua forza riuscì ad aprire la tagliola, in mezzo alla quale era intrappolato; lo scoiattolo lo ringraziò:
-Ti regalo questo arco e queste frecce dorate e magiche, come segno della mia gratitudine.di notte lo gnomo andò a raccogliere i frutti per il giorno dopo.mentre raccogliere le pigne sull' abete , vide uscire dauna grotta una fiamma di fuoco e,incuriusito, entrò.Li' dentro vide due occhioni rossi avvicinarsi sempre di piu': era un drago! Il drago era tutto rosso, con la pancia gialla e un naso dal quale usciva fumo tutto nero.Era arrivato in quel villaggio,perchè la sua grotta era stata distrutta a causa del terremoto e,volando,volando,aveva trovato un'altra grotta nel villaggio degli gnomi; tutti gli abitanti erano sempre riusciti a non farsi prendere, fingendosi morti e il drago ci aveva creduto.
fruttino,alla vista del drago,si spaventò molto,ma si
ricordò che il suo amico Nerino gli aveva regalato l' arco e le freccie magiche,allora ne scoccò una contro la gola del drago la gola del drago :la testa si staccò, ma subito
ne nacquero due!Lo gnomo allora gliene lancio un' altra dritta al cuore è questa volta il drago morì!
Cosi lo gnomo salvò tutto il suo villaggio e tutti vissero felici e contenti.
Ismaele, Edoardo, Serena, Sara, Jurgens
Nella prima sala del museo della carta di Fabriano si trova la pila idraulica,una ruota che un tempo veniva azionata dalle acque del fiume; essa faceva muovere ,in modo alternato,delle spece di martelloni con dei chiodi,che riducevano in poltiglia gli stracci da macero.In un lato della stanza,il mastro cartaio ,in un tino ,versava la pasta da macero, composta da cotone ed acqua, poi immergeva il telaio nel tino;quando lo estraeva, lo scuoteva abilmente e delicatamente, facendo cadere la pasta e l'acqua in eccesso, per permettere alle fibre di cotone di intrecciarsi bene tra loro; poi lo capovolgeva su delle stoffe di feltro. I mastri cartai fabrianesi furono i primi ad inventare la filigrana: con un filo di metallo ricamavano stemmi, disegni... sul telaio; questi disegni restavano impressi sul foglio ed erano visibili solo contro luce.Per rendere impermeabile il foglio, si metteva la pelle degli animali in un tino con acqua bollente, la pelle si scioglieva e diventava un brodo gelatinoso, in cui poi veniva immerso il foglio.Per lisciare il foglio, si usava un oggetto simile ad un mortaio: era un lavoro che poteva durare ore ed ore.Nella seconda sala si trova la macchina collatrice composta da tanti rulli, sui quali era montato un doppio nastro di stoffa, e una vasca contenente il brodo gelatinoso; quando si azionava la macchina, il foglio scendeva nella vasca, poi spariva tra gli strati di stoffa, fino ad uscire spalmato di colla.Sempre nella stessa stanza si trova l'essiccatore: un enorme rullo che raggiunge temperature altissime e, girando molto lentamente, anche oggi asciuga i fogli bagnati;c'è anche il baby essiccatore: serve ad asciugare i fogli piccoli, anche essi bagnati dal brodo gelatinoso.
FEDERICO B., ELIA, GIULIO
E' mezzogiorno. Alla discarica di Monteschiantello i rifiuti si raccontano la loro storia.Prende la parola un cartone: era incastrato tra un vecchio materasso e una busta di plastica, in quell'ambiente sgradevole."Vedete? Sono un cartone pieno di scotch, con tutti i colpi che ho ricevuto! Dovete sapere che un tempo non ero così,ero giovane come lo eravate voi. Pensate, prima di venire in questo posto, vivevo in una bellissima villa :i bambini giocavano a fare canestro dentro di me, quanto ero felice a quei tempi!Sono nato in un' industria per imballaggi; mi hanno fabbricato molto bene,ero contento di essere così, quanto vorrei tornare nuovo, ma invece sono qui,rovinato! In fabbrica hanno usato un procedimento impegnativo per costruirmi:hanno unito tanti fogli bianchi, incollandoli uno sopra l'altro, hanno creato così la mia altezza. Ero pronto a contenere le cose, prima però, hanno dovuto pitturarmi, il mio colore era beige un pò scuro.La prima volta che ho trasportato qualcosa è stato quando ho trasportato un computer: ero felice e orgogliososo di me! Dopo tanti anni che portavo giocattoli, vestiti e cose per la scuola, mi ero rovinato; oramai le persone mi tenevano nelle loro cantine impolverate. Ci fu un giorno che mi buttarono via e così arrivai alla discarica di Monteschiantello.Ero molto triste e sono rimasto tanto deluso: pensavo di poter ancora servire a qualcosa e invece...!!!!
ALEX, ALESSANDRO P., SARA
Il sole sta tramontando.Alla discarica di Monteschiantello i rifiuti si raccontano la loro storia.Prende la parola un vecchio materasso. "Adesso sono un brutto materasso, tutto rotto e, come voi, sono puzzolente! Ma prima non ero così! Dovete sapere che sono nato in una fabbrica.Il mio creatore era molto preciso e ci teneva a fabbricarmi nel migliore dei modi: aveva scelto il tessuto più morbido di tutti per rivestirmi; aveva acquistato la migliore lana italiana, aveva acquistato le migliori molle per permettere di dormire su di me beatamente. Mi hanno poi esposto in un negozio di materassi dove una ricca famiglia mi ha comprato e successivamente mi ha sistemato nel letto del figlio, che si chiamava Riccardo. Quel bambino era un pò birichino, perchè mi saltava sempre sopra e ... mi faceva male!Riccardo, quando era arrabbiato, mi dava perfino i pugni sulla pancia, sembrava un lottatore di box! Un giorno sentii la mamma di Riccardo urlare:-Riccardo,perchè rompi il tuo nuovo materasso?! Riccardo non sentì la mamma e continuò a maltrattarmi: uscirono fuori tutte le molle, la stoffa si strappò e uscì fuori praticamente tutto!Quel giorno sfortunato mi portarono alla discarica, perchè ero tutto rotto, come voi!! E ora devo finire il resto della mia vita in questo posto ripugnante come una fogna!!!"
GIACOMO, GIULIA, NICOLE
Nel cielo volavano numerosi gabbiani come piccoli aerei,che alla luce del sole splendevano nel loro colore bianco argenteo, stavano cercando del cibo nella spazzatura ! Due ruspe erano sopra i rifiuti: una trascinava i rifiuti e li portava verso l'altra ruspa, che li schiacciava con le sue grandi ruote appuntite, come una grande dentiera; abbiamo aperto un finestrino dello scuolabus e ... che rumore assordante!! La discarica emanava un fetore molto sgradevole, nauseabondo,di pesce marcio che ci toglieva il respiro. Quel luogo triste e spiacevole era circondato da un' alta rete: ieri era una giornata ventosa e molti rifiuti si erano spiaccicati nelle maglie della recinzione:buste della spesa, alcune mezze rotte, molte cartacce,federe di cuscini, pacchetti di sigarette, tovaglioli di carta...quel posto sembrava la tomba di un gigante ricoperta di rifiuti.
MICHELE P., MATTIA, MICHELE R., ALESSANDRO M.
SENTIVO LO SCIABORDIO DEL MARE , CHE SBATTEVA TRA GLI SCOGLI.IL MARE CON VIOLENZA SPINGEVA LE SUE ONDE CONTRO LA RIVA, AVEVA UN COLOR CAPPUCCINO, MACCHIATO UN PO' DI MARRONE. ALL' IMPROVVISO UN VENTO DAL MARE AVEVA FATTO ARROTONDARE LE ALTE ONDE, COME SE FOSSERO UNA MANO CHE SI STAVA CHIUDENDO A PUGNO.IL MARE MOLTIPLICAVA I CAVALLONI E, FORMANDO DELLE ONDE PIU' ALTE, SEMBRAVA UN LEONE INFEROCITO.UNO STORMO DI GABBIANI SOPRA LA BARRA DI FOCE STAVA CERCANDO I FRUTTI DI MARE ;UN GABBIANO SI E' ALLONTANATO DAL GRUPPO ED E' ANDATO VICINO ALLA RIVA, UN' ONDA LO TRAVOLGE E LUI SI INCOMINCIA A SCROLLARE LE ALI ,FORSE GLI ALTRI AVRANNO RISO DI LUI!
Sara A.
Le onde color verde acqua si frangevano sugli scogli ; all' inizio mi mettevano paura che arrivasse l' acqua fino a noi , che scavalcasse gli scogli , ma dopo ho iniziato ad acquistare sicurezza , e gli spruzzi bianchi salivano e scendevano sugli scogli. Nella barriera di foce si è posata una compagnia di gabbiani che hanno iniziato a rincorrersi , mi sono fermato a guardarli era divertente.Ad un certo punto il mugghiare delle onde si è interrotto al fischio del treno che voleva salutarci.Si odorava l'aria salmastra;all'orizzonte il color celeste dava il via a un marrone cappuccino, che lasciava l'onore al verde acqua di liberare la spuma bianca e frizzantina.Un piccolo gabbiano color bianco panna, contornato di nero, allontanandosi dallo stormo, si posava sulla risacca, ricevendo uno schiaffo da un leggera ondina che l'ha travolto,poi zampettando all'indietro ha spiccato il volo come se si volesse esibire ai nostri occhi , impressionava quella sua velocità e quella sua bravura .Sentivo una puzza di animaletti marini morti , ripenso quando , in una giornata come questa , mio padre e Walter , un nostro amico , in croazia pescarono un polipo e io quella volta sentii lo stesso odore nauseabondo . Alessandro P.
La discarica di Fano si trova a Monteschiantello.E' stato scelto questo posto,perchè la terra delle colline è molto argillosa e l'argilla non permette all'acqua piovana,mescolata ai liquidi prodotti dai rifiuti,di disperdersi nei terreni vicini.La discarica è una gigantesca buca profonda e serve a raccogliere tipi di rifiuti,ricoperta successivamente da dei teli impermeabili ed infine ricoperti dall'erba.La discarica ha posizionati dei camini cilindrici;all'interno di questi camini ci sono dei tubi lunghi fino a 20 metri, che captano il biogas dal terreno; il biogas è un gas sprigionatodall'immondizia che si decompone.Successivamente il biogas viene trasformato da una centralina in energia elettrica.Vicino alla discarica si trova un laghetto di percolato: un liquido puzzolente che si forma anche esso dall'immondizia depositata che si decompone. A Monteschiantello le discariche sono tre: una è esaurita ed è durata 18 anni;una è semichiusa ed è stata ricoperta per metà dal telone;un'altra è appena aperta; la seconda è durata 15 anni, ma potrebbe contenere rifiuti per due o tre mesi; la terza è stata aperta da poco e durerà 10 anni o al massimo 15 anni.
DAVIDE,EDOARDO,PIETRO
Le colline di rifiuti diffondevano un grande tanfo nauseabondo di pesce marcio! E non sappiamo come i gabbiani potessero fermarsi lì sopra,da quanta puzza c'era! Abbiamo notato dei rifiuti di plastica spiaccicati sulla rete che circonda la discarica, per colpa del vento; dal pulmino si sentiva un odore ripugnante.Quei grandi camini cilndrici e neri erano sparsi sulla discarica come tanti cannoni pronti a sparare.Quel laghetto pieno di percolato era color cuoio, ma le sue acque risplendevano alla luce del sole.Il trattore, con ruote dai denti aguzzi, che sembravano un' enorme dentiera,schiacciava e manteneva in linea i rifiuti, producendo un debole rumore;l'altro trattore, color rosso ruggine, spalava i rifiuti.A noi la discarica faceva pena e ad alcuni faceva venire il vomito!
MONICA,ENRICO, SONIA
Giovedì 7 maggio 2009 siamo partiti da Fano,che si trova nella provincia di Pesaro-Urbino alle ore 8:30,abbiamo imboccato la Statale Adriatica in direzione sud-est,abbiamo attraversato Madonna Ponte,Metaurilia,Torrette di Fano,Ponte Sasso e a Marotta abbiamo preso l'Autostrada 14.Siamo usciti a Chiaravalle e abbiamo imboccato la Strada Statale 76 dirigendoci verso sud-ovest.Abbiamo proseguito costeggiando il fiume Esino, abbiamo superato Jesi fino a Serra San Quirico e siamo entrati nel Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi.Ci siamo diretti verso Fabriano, che si trova nella provincia di Ancona, dove siamo arrivati alle ore 10 circa.In questa città ci siamo fermati a fare merenda e a visitare il Museo della Carta e della Filigrana.Verso le 12 siamo ripartiti per andare alla fattoria "Becerca", a Serra San Quirico.Da Fabriano verso Serra siamo ritornati verso nord imboccando nuovamente la S.S 76.Siamo arrivati alla fattoria "Becerca" alle ore 13:00 circa.Lì abbiamo pranzato,giocato,siamo saliti sul cavallo e abbiamo passeggiato nel bosco con una guida di nome:Maddalena.
classe 3^A Montessori
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06/09/2010 @ 12.02.34
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